La patente

Le utime dal diario

La lella
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Lella fin da piccola, ho sempre seguito questo motto: "sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo". Credo che la sessualità e l’identità siano elementi soggettivi, tanto che qualsiasi regola non sarebbe mai quella perfetta. Nessuno di noi è solo una cosa e non esiste una definizione che possa andare bene sia per me che per te. A dire il vero, esiste un’etichetta in cui mi sento perfettamente a mio agio ed è proprio l’essere me stessa, perché è fatta su misura per me, racchiude tutto ciò che sono ed è pronta ad accogliere ciò che sarò.

Ho la patente, ma non sono soddisfatta. Durante l’esame ero molto testa. Ho guidato molto piano e non andavo mai a una velocità uniforme. E lo stress non mi ha aiutata per niente: infatti quella strega dell’istruttrice non faceva altro che criticarmi. Alla fine dell’esame mi ha chiesto di parcheggiare per pormi qualche domanda, ad esempio con quale marcia si lascia la macchina e come si spegne il motore. Le ho risposto tutto quello che l’istruttore mi aveva insegnato, ma non le andava bene!!! Volevo spaccarle la faccia. Alla fine mi ha detto che non poteva darmi la patente. Delusione al 1000%. Poi, non si sa per quale motivo, ci ha ripensato mentre aspettavo la mia carta d’identità. Me l’ha consegnata lo stesso.” Secondo me c’è stato lo zampino di mamma o papà. Avevo già “vinto” prima dell’esame.

“Non ci capivo più niente: rabbia, delusione, ira, e un pizzico di sollievo si agitavano dentro di me. Non riuscivo neanche a percepire le mie mani! Allora, come in un incubo, ho firmato la mia patente e quando sono uscita fuori ero diventata tutta rossa. Quando è arrivata mamma, che sapeva della mia prima bocciatura (fasulla), sono scoppiata a piangere dalla tensione e le ho mostrato la patente. Non solo quel mix si sensazioni ormai si erano impossessate di me, ma quella dell’umiliazione iniziava ad emergere. Non sono affatto contenta di aver ottenuto così la patente. Per me non ha nessun valore.” Vedrai fra qualche mese…. 

“Per di più Martina non risponde ai miei messaggi. Ormai è passato un giorno intero… Di solito mi risponde subito. Probabilmente è offesa perché ieri non sono voluta uscire. Ma ero troppo tesa… Avevo bisogno di isolarmi. Le ho scritto un messaggio spiegandole che non me la sentivo, ma… niente. Non so che fare. Oggi non mi sento una perdente.” 

Mi chiedo chi fosse la Martina in questione. Per la “mia” Martina, Morgana in questo diario online, è troppo presto. Martina, la mia amica d’infanzia, avrebbe risposto. A questo punto immagino che sia la Martina “amica di Giulia” (la vicina di casa delle elementari), con la quale parlavamo delle nostre passioni, dei manga, di cartoni… e poi, quando ho fatto il coming-out, non mi ha più parlato. Si, immagino fosse lei.

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