Ricominciare da zero

Le utime dal diario

La lella
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Lella fin da piccola, ho sempre seguito questo motto: "sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo". Credo che la sessualità e l’identità siano elementi soggettivi, tanto che qualsiasi regola non sarebbe mai quella perfetta. Nessuno di noi è solo una cosa e non esiste una definizione che possa andare bene sia per me che per te. A dire il vero, esiste un’etichetta in cui mi sento perfettamente a mio agio ed è proprio l’essere me stessa, perché è fatta su misura per me, racchiude tutto ciò che sono ed è pronta ad accogliere ciò che sarò.

È stato un periodo davvero difficile, caratterizzato dal silenzio, da tragedie e dal coraggio di dire basta alle ingiustizie subite. Ora mi ritrovo in un paese a me estraneo: nella mia nazione mi sentivo forte, furba, intelligente. Qui, invece, sono come una bambina: sto rincominciando tutto da zero. Eppure, questo era il paese della mia amata mamma, eppure il mio sangue appartiene a questa terra.

Nonostante tutto sono bastate due settimane di silenzio per esser già stata dimenticata dai suddetti “amici”. In fin dei conti, allora, non è stato meglio così? Ho trovato la mia pace, la mia serenità. Qui ci sono persone che mi vogliono bene, zii che mi seguono costantemente, una nonna che la mattina mi bacia e mi dice “Je t’aime”. Io … tutto questo amore, non l’ho mai avuto. Ed ora che ne sto facendo overdose, ho quasi paura di perderlo. Forse, da quando mia madre se n’è andata, è la prima volta, dopo Cassandra, che mi sento veramente felice.

Il più straordinario di tutti è stato mio zio, da me soprannominato Wolverine per la sua enorme somiglianza con l’attore degli Xmen. Appena sono arrivata in città mi ha portata al centro sociale richiedendo i miei diritti di sangue francese: così in neanche una settimana, grazie a lui, sono iniziate le procedure per i documenti per la procedura del mio cambio di residenza. Come se non bastasse mi ha trascinata a destra e sinistra facendomi conoscere tutti i suoi amici. Ieri, però, la giornata migliore di tutte. Ha detto: “Lasciamo quaggiù tutti i problemi, ora, in montagna, si rincomincia da zero.” Ed aveva ragione … una giornata come quella è forse indimenticabile.

È meraviglioso. Verde, rispetto, sport, cultura. Mia madre aveva sempre nostalgia di questo posto, ma non ne capivo il perché. Ora, invece, si.

Nel frattempo, in tutto ciò, ho sentito un battito del mio cuore. Per un momento mi si è fermato il fiato, per un momento ho unicamente pensato a cose belle, per un momento ho riconosciuto i primi sintomi di una nuova stagione amorosa primaverile. Peccato che praticamente sta arrivando l’autunno e che, in un certo qual modo, non riesca a capire appieno il modo di ragionare francese. Sono diversi, sono molto più profondi e poco superficiali. C’è più diversità e unicità. Non capisco ancora il meccanismo. Sta di fatto che per più di una settimana sono stata rapita da un unico pensiero: quello di vederla, conoscerla e imparare a capire i suoi modi di fare. Curiosità … modo di rincominciare, possibile cotta? Non lo so. Ma mi ha aiutato a pensare che stavo facendo la scelta giusta. A differenza dei miei modi barbari all’italiana, sono stata piuttosto discreta, pacata e silenziosa, un po’ alla tedesca (anche se questo comportamento mi ha portato a concludere … un bel niente!).

Uff, sono troppo stanca, non dormo da giorni e a volte i pensieri sono deliranti. So solo che la mia anima tormentata è finalmente in pace e appare magicamente uno spiraglio di luce unito alla curiosità e voglia di vivere che, forse, spaventa un po’. 

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