Home Diario di una lella 2013 Sotto le stelle: alla ricerca della speranza

Sotto le stelle: alla ricerca della speranza

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Sotto le stelle: alla ricerca della speranza

Son state giornate intense, pensierose. Quel che forse mi preoccupa è il fatto che non mi fidi più di nessuno, certamente meno che Alisa e Mara, le mie amiche d’infanzia. È grave che nessuno abbia conquistato la mia fiducia nonostante sia una persona aperta, solare (anche se spesso ombrosa), che tendere a mettere a proprio agio le persone concentrandosi di più su chi ha di fronte e non sul proprio ego. Difatti quest’ultimo è pari a zero: solo e soltanto vi fosse qualche minima perplessità, si tratta di pura insicurezza.

Punto primo: avevo un amico che diceva di essere IL MIO MIGLIORE AMICO, che mi avrebbe protetta, che mi sarebbe stato sempre accanto. Io di lui non mi sono mai fidata, e ho fatto bene: ci provò con tutte le mie donne, una volta, addirittura, ne baciò una nella stanza accanto alla mia, oppure, quando gli chiesi di venirmi a trovare dopo l’operazione (che dovrei fare a breve) mi rispose: “Non so se ce la faccio, scusa.” Bell’amicizia di … *****.

Secondo: sabato ho rivisto Cassandra. Sono stata fredda e antipatica, totalmente apatica. Lei mi sembrava nervosa, agitata. Eppure, cos’aveva da agitarsi? Era lei che mi aveva lasciato, era lei che mi aveva tradita, era le ad avermi detto di non amarmi più. Si, io non ci ho mai creduto, ma l’ho lasciata andare. Non m’importa, anzi, non è vero. Sappiamo tutti che l’ho amata, a chi voglio prendere in giro, ma sono stanca di lottare, lottare e lottare, per cosa? Per esser trattata male? No. Non esiste. Al diavolo.

Tre: stranamente avevo trovato qualcuno che mi potesse davvero interessare, peccato che, oltre ad esser alta quanto Cassandra, è gelida quanto lei. Eppure, io ho visto altro. Perché cavolo cerco sempre il buono nelle persone quando non ce n’è? No … sono cattive, siamo tutti cattivi, in un modo o nell’altro. Anche io lo sono, non vi preoccupare non faccio la buona samaritana senza confessare i miei errori. Di cavolate e di cattiverie ne faccio eccome.

Quindi, ora sono qui, sotto le stelle, nel mio balcone, con birra, computer a farmi baciare dalla fresca brezza serale e ad ammirare le stelle che avrei meritato di vedere con qualcuno di veramente speciale. Hanno tutti ragione, dovrei lasciar perdere l’amore, e concentrarmi unicamente sul mio lavoro che mi dà continue soddisfazioni, che mi sprona di giorno in giorno ad essere una persona migliore. Eppure, è vero: sono un’inguaribile romantica, nonostante voglia assolutamente essere vista come una guerriera. La verità è che il mio spirito si nutre d’amore, mi fa stare meglio, mi fa sentire che è per questo motivo che vale la pena vivere. Ciò nonostante, non mi sono arresa: se quest’amore non lo potrò mai ottenere, farò in modo che lo abbiano le persone a me care, proteggendole e sostenendole, in qualsiasi modo. Questo mi dà una speranza: qualcuno otterrà questa tanto bramata e desiderata felicità, nel frattempo io penserò al puro e semplice divertimento, nel vero senso della parola.

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Lella fin da piccola, ho sempre seguito questo motto: "sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo". Credo che la sessualità e l’identità siano elementi soggettivi, tanto che qualsiasi regola non sarebbe mai quella perfetta. Nessuno di noi è solo una cosa e non esiste una definizione che possa andare bene sia per me che per te. A dire il vero, esiste un’etichetta in cui mi sento perfettamente a mio agio ed è proprio l’essere me stessa, perché è fatta su misura per me, racchiude tutto ciò che sono ed è pronta ad accogliere ciò che sarò.

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