Una scelta difficile. Un nuovo inizio?

Le utime dal diario

La lella
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Lella fin da piccola, ho sempre seguito questo motto: "sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo". Credo che la sessualità e l’identità siano elementi soggettivi, tanto che qualsiasi regola non sarebbe mai quella perfetta. Nessuno di noi è solo una cosa e non esiste una definizione che possa andare bene sia per me che per te. A dire il vero, esiste un’etichetta in cui mi sento perfettamente a mio agio ed è proprio l’essere me stessa, perché è fatta su misura per me, racchiude tutto ciò che sono ed è pronta ad accogliere ciò che sarò.

Trenta minuti prima del nuovo anno.

Sono sola, in cucina, e piango. Come una deficiente, come una persona che ha perso tutto.

La mia parte oggettiva dice “tanto meglio“. La parte soggettiva ammette: “mi sono umiliata alla grande, ho tentato di fare il tutto per tutto per niente“.

Eppure lo sapevo e me l’avevano detto. Ma, come sempre, ho voluto sperare e credere fino alla fine. Sono una povera illusa. È quello che ho sempre fatto, tentare di riparare l’impossibile. Ma a volte bisogna sapere buttare la spugna.

Spugnaaa! 😈 (cit. Peter Pan)

Ok tralasciamo le idiozie.

Questa sera c’è stata una grossa litigata. Forse l’ultima. E se domani sono ancora con lei, vi prego di ricordarmi questo post e e le mie convinzioni e considerazioni.

Sono stata il suo colpo di fulmine sei anni fa. E lei il mio. Ma la nostra coppia non ha tenuto lo shock. Abbiamo incominciato a convivere dopo nemmeno un mese, e la nostra differenza di età (quattordici anni), si è fatta sentire.

Secondo lei sono una bambina che non sa occuparsi del suo cane né che sa fare le pulizie. Ancora non ha capito che anche se lavoro da casa, devo stare alla mia postazione. Quindi è ovvio che quando sto in pausa cerco di “sbrigarmi”, non posso pulire casa per tre ore. E il mio cane, beh purtroppo è un iper attivo. Ma idem, per pagare tutto quello che devo pagare, si perché lei non lavora, non posso permettermi di stare sempre fuori con lui. Ma è la mia priorità ogni volta che sono in pausa o finisco la giornata.

“Bambina”?

Forse lo ero quando la conobbi, può essere. E ancora, facevo ogni lavoretto umiliante per poter pagare quello che non potevo, visto che sono “scappata” in Francia con zero soldi. Ma in sei anni, mi sono riconvertita professionalmente, ho trovato un lavoro, ho comprato casa e ora mi occupo di quasi tutto e provvedo ai bisogni di tutti.

In una coppia si è in due. Invece mi sento totalmente sola. È facile fare la morale quando non si fa nulla.

A parte questo, come vi dicevo, questo è solo un effetto secondario, perché non sono stupida, lo so che non mi ama più. Siamo due perfette… Coinquiline.

Quindi le ho dato un ultimatum. O cerca di sistemare le cose, o se ne torna a casa sua. Ovviamente le darei il tempo di sistemarla.

Mi sento una grande str****. Mai, nella vita, ho detto una cosa del genere alla mia lei. Mai sono stata io a rompere un legame.

Ma la situazione è talmente insopportabile che… Mi sono sentita soffocare. E ho dovuto fare una scelta difficile.

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