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Casa Bianca: una storica novità LGBT sul sito ufficiale

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Casa Bianca: una storica novità LGBT sul sito ufficiale

Per la prima in assoluto, il sito ufficiale della Casa Bianca inizia a chiedere ai visitatori i rispettivi pronomi, offrendo opzioni neutre rispetto al genere. Appena entrato all’interno dello studio ovale, il presidente Joe Biden non ha perso tempo nel rendere chiara la sua vicinanza alla comunità trans, così a lungo attaccata dalla precedente amministrazione, con il sito web aggiornato poche ore dopo la sua inaugurazione.

Casa Bianca: una storica novità LGBT sul sito ufficiale

Un dettaglio apparentemente semplice eppure clamorosamente significativo, come rimarcato dalla GLAAD sui social. Coloro che vorranno contattare la Casa Bianca potranno ora scegliere una vasta gamma di pronomi o in alternativa indicare la mancata preferenza. Ora si potrà optare anche per il neutrale “Mx“, affiancato a “Mr”, “Mrs” e “Ms”.

Dopo 4 lunghi e sfiancanti anni di odio omotransfobico marchiato Donald Trump, la comunità LGBT+ d’America torna finalmente a respirare grazie a Joe Biden e Kamala Harris, chiamati ora a mantenere le promesse fatte in campagna elettorale. Nel frattempo proprio la GLAAD ha realizzato un video ad hoc con una parata di volti LGBT in festa per la nuova presidenza. Segni particolari? È tornata la speranza, sono tornati i sorrisi.

In honor of the #InaugurationDay Parade, we present a parade of LGBTQ people with one message: We are America. pic.twitter.com/Oc1Wu43uAM

— GLAAD (@glaad) 20 gennaio 2021

Il cambiamento è in linea con il programma aggressivamente pro-LGBT  presentato da Biden, il cui fulcro era quello di imporre ai privati cittadini una diffusa accettazione dell’omosessualità e della “fluidità di genere” sollecitando l’approvazione del cosiddetto Equality Act. Durante la campagna elettorale, è arrivato al punto di sostenere i bambini di otto anni  possano “decidere” di essere transgender, e all’inizio di questa settimana ha scelto il Ministro alla salute della Pennsylvania Rachel Levine, un uomo che afferma di essere una donna, come assistente del Ministro alla Salute. .

Durante le primarie presidenziali democratiche, la candidata vicepresidente di Biden Kamala Harris, aveva annunciato a un evento in municipio che “i miei pronomi sono essa e lei“.

Perciò, Biden inaugura l’era della «Casa Bianca arcobaleno» arruolando l’ennesimo trans nel suo entourage governativo. Dopo aver chiamato Shawn Kelly, ex uomo e veterano di guerra alla guida della sua «squadra di transizione presidenziale» (nomen omen), è il turno del già citato pediatra Rachel Levine – attualmente il funzionario sanitario di grado più alto della Pennsylvania – che sta per essere nominato assistente segretario alla Salute. La nomina di Levine arriva al termine di una stagione elettorale in cui un numero record di attivisti Lgbt si è candidato alle elezioni.

Biden nomina un trans come sottosegretario alla Salute

Lo ha annunciato lo stesso Biden martedì sera. «Dr. Rachel Levine porterà la stabile leadership e l’ampia conoscenza di cui abbiamo bisogno per affrontare la pandemia, a prescindere dalla razza, religione, orientamento sessuale, identità di genere o disabilità», ha dichiarato Biden sottolineando che quella di Levine è «una scelta storica e profondamente qualificata per aiutare a guidare l’impegno sanitario della nostra amministrazione».

Un ruolo chiave

Lavorando a fianco di Xavier Becerra, il candidato di Biden a capo del Dipartimento della salute e dei servizi umani degli Stati Uniti, Levine avrà l’incarico di supervisionare i programmi sanitari chiave in tutto il dipartimento, 10 uffici sanitari regionali a livello nazionale, l’Ufficio del chirurgo generale e il Corpo del servizio sanitario pubblico degli Stati Uniti. Un potere enorme, quindi.

Pugno di ferro 

L’attitudine al comando e al pugno di ferro – da «cattivi» potremmo pensare si tratti di qualche rimasuglio di mascolinità tossica che ormoni, trucco e parrucco non sono riusciti a lavare via – l’aveva già dimostrata sin dall’inizio della pandemia, quando si era fatto promotore di restrizioni durissime e regole di distanziamento sociale aggressive, suscitando aspre polemiche.

Insomma, dopo il suo endorsement ai bambini trans e ai farmaci bloccanti della pubertà, il «cattolico» Biden si riconferma grande amico della lobby Lgbt e mette un trans in un ruolo chiave dell’amministrazione nazionale.

«Sono orgogliosa del lavoro che abbiamo svolto come amministrazione in campo sanitario e del lavoro che ho svolto personalmente per aumentare la consapevolezza sulle questioni di equità Lgbtq», ha detto Levine. «E sono estremamente orgoglioso del lavoro che abbiamo svolto durante lo scorso anno per salvare vite umane di fronte alla pandemia globale COVID-19. Attendo con impazienza l’opportunità di continuare a servire gli abitanti della Pennsylvania e tutti gli americani, come parte del Biden Administration se sono abbastanza fortunata da essere confermato in questa posizione».

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