Teenage Sex and Death at Camp Miasma è un film slasher statunitense del 2026 scritto e diretto da Jane Schoenbrun, già autrice di I Saw the TV Glow. Presentato in anteprima mondiale al 79º Festival di Cannes come film d’apertura della sezione Un Certain Regard, ha vinto la Queer Palm. Il cast è guidato da Hannah Einbinder nel ruolo di Kris e da Gillian Anderson in quello di Billy Presley.
Trama
Kris è una giovane filmmaker queer ingaggiata per dirigere il reboot di una saga slasher degli anni Ottanta, intitolata Camp Miasma. Convinta di poter riportare in vita quel mondo, si fissa sull’idea di far tornare davanti alla macchina da presa Billy Presley, l’attrice ormai ritirata che nel film originale interpretava la final girl, la ragazza sopravvissuta al killer. Billy vive lontana dai riflettori e accetta con riluttanza di rimettersi in gioco. Man mano che le due donne cominciano a lavorare insieme, tra loro cresce un’ossessione reciproca a sfondo sessuale, e i confini tra la finzione dello slasher e la loro relazione diventano sempre più incerti.
Produzione
Il film è prodotto da Dede Gardner e Jeremy Kleiner per la Plan B Entertainment, insieme a Mubi e alla canadese Scythia Films, con Daniel Bekerman tra i produttori esecutivi. La fotografia è firmata da Eric Yue, che ha girato in pellicola 35mm per restituire la grana dell’horror analogico e torna a lavorare con Schoenbrun dopo I Saw the TV Glow. Le musiche sono di Alex G. Le riprese si sono svolte nella British Columbia, in Canada, tra maggio e giugno 2025, in gran parte al Camp Barnard vicino a Sooke. La durata è di 112 minuti. La distribuzione è affidata a Mubi: uscita statunitense il 7 agosto 2026, con l’Italia tra i territori annunciati e data locale non ancora comunicata.
Perché è un film a tematica queer e lesbica
Il centro del racconto è il rapporto tra due donne, Kris e Billy, che passa dall’ammirazione professionale al desiderio dichiarato. Su questo asse si innesta il lavoro di Jane Schoenbrun, regista dichiaratamente trans, che ha indicato tra i temi del film la riscoperta del piacere sessuale dopo la transizione e una riflessione su come l’horror abbia storicamente rappresentato la devianza di genere, dialogando con titoli come Psycho e Il silenzio degli innocenti. Per descrivere il tono del progetto la regista ha usato un accostamento efficace: Ritratto della giovane in fiamme ambientato dentro un sequel di Venerdì 13. La Queer Palm ricevuta a Cannes conferma la collocazione del film nel cinema LGBTQ+.
Dove vederlo
Il film è distribuito nelle sale e sulla piattaforma Mubi. In attesa di una data italiana, chi vuole conoscere il cinema di Schoenbrun può recuperare I Saw the TV Glow, mentre il riferimento dichiarato dalla regista resta Ritratto della giovane in fiamme di Céline Sciamma. Per approfondire l’uscita e il percorso festivaliero del film si può leggere anche l’articolo dedicato, così come le altre uscite sapphic recenti tra cui Girls Like Girls e La più piccola.
Lella fin da piccola, ho sempre seguito questo motto: "sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo". Credo che la sessualità e l’identità siano elementi soggettivi, tanto che qualsiasi regola non sarebbe mai quella perfetta. Nessuno di noi è solo una cosa e non esiste una definizione che possa andare bene sia per me che per te. A dire il vero, esiste un’etichetta in cui mi sento perfettamente a mio agio ed è proprio l’essere me stessa, perché è fatta su misura per me, racchiude tutto ciò che sono ed è pronta ad accogliere ciò che sarò.
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