Torno a scrivere dopo mesi. Ammetto che in un periodo come questo trovare il tempo per scrivere è già complicato di suo, e trovarne per il mio diario lo è ancora di più. Comincio allora dalla cosa che in questi giorni mi martella di più, il mal di denti, perché è davanti a certi doloretti che ci si accorge di stare invecchiando.
Avevo ottenuto un appuntamento per il 6 agosto, poi ho dovuto spostarlo per il funerale di mio nonno: ho spiegato la situazione e ho chiesto un’altra data. Non ho mai ricevuto una risposta, né un nuovo appuntamento. Il dolore, nel frattempo, è andato peggiorando, e quindi no, ottimista non lo sono per niente. Domani riprovo, e se non mi rispondono tenterò altrove, anche se qui in Francia trovare un medico, già un generalista, ha del miracoloso, e figuriamoci un dentista. Così, fra un tentativo e l’altro, sono passate settimane.
Avrei dovuto chiamare, lo so. Ma ho un odio profondo per i telefoni, per il fatto stesso di ritrovarmi al telefono con qualcuno, e ancora peggio con una segreteria telefonica. Mi è stato detto che scrivo bene, per quanto io non ne sia convinta e non sarò mai soddisfatta di quello che scrivo, eppure davanti a un telefono vado nel panico. Ironia della sorte, no?
Domani, però, non avrò scelta, e dovrò rimboccarmi le maniche per trovare qualcuno, perché un dolore che va avanti da così tanto tempo temo sia qualcosa di un po’ più serio di una semplice gengivite. E lì torna il panico, perché dopo due operazioni al ginocchio e una tonsillectomia penso di non riuscire a sopportare altri trattamenti medici.
Se non mi sono occupata dei miei denti, se ho rimandato il pap test e tutto il resto, è perché ho preferito occuparmi delle recinzioni dei miei cavalli, dell’osteopata per loro, del passaggio del maniscalco, e via dicendo. Del lavoro e dei mille e cinquecento progetti che ho sempre in corso. E anche del tempo che mi serviva per riprendermi dalla morte di mio nonno. Se l’ultima volta non sono riuscita a finire di parlarne, è perché non ne ero capace. Ma la vita va avanti, ormai è passato un mese, e il dente continua a farmi male.