First Girl I Loved è un film indipendente statunitense del 2016 scritto e diretto da Kerem Sanga, presentato al Sundance Film Festival, dove ha vinto l’Audience Award della sezione NEXT. Racconta la storia di Anne (Dylan Gelula), studentessa e curatrice dell’annuario scolastico, che si innamora di Sasha (Brianna Hildebrand), stella della squadra di softball di un liceo di Los Angeles.
Trama
Durante una partita di softball, Anne capisce di provare qualcosa per Sasha e lo confida al migliore amico Clifton (Mateo Arias), che reagisce male perché a sua volta interessato a lei. Con la scusa di un’intervista per l’annuario, Anne si avvicina a Sasha e tra le due nasce un rapporto fatto di messaggi e confidenze, che porta le ragazze a interrogarsi su ciò che provano. Il film affronta anche, senza cercare l’effetto, il tema del consenso e delle prime esperienze, mentre Anne prova a dare un nome ai propri sentimenti in un ambiente scolastico che non aiuta.
Produzione
Prodotto da PSH Collective, Tilted Windmill Productions e Bee-Hive Productions, il film ha la fotografia di Ricardo Diaz e le musiche di John Swihart; nel cast figurano anche Pamela Adlon e Cameron Esposito. Presentato al Sundance il 24 gennaio 2016 e uscito nelle sale statunitensi e canadesi il 18 ottobre 2016, dura 90 minuti e ha raccolto recensioni positive, con un ampio apprezzamento della critica per la naturalezza dei due interpreti.
Perché è un film a tematica lesbica
Al centro del racconto c’è l’innamoramento adolescenziale fra due ragazze e la scoperta della propria identità dentro le pareti di un liceo. Il modo in cui il film mette in scena il coming out in età scolare lo avvicina ad altri ritratti di crescita saffica come Pariah e Blue Jean, ambientato anch’esso nel mondo della scuola. Il tema del primo amore e delle sue incertezze richiama If These Walls Could Talk 2, mentre l’ambientazione fra adolescenti e squadre sportive trova un’eco nella serie Yellowjackets.
Dove vederlo
First Girl I Loved è disponibile in streaming on demand su alcune piattaforme dedicate al cinema indipendente e LGBTQ+ e in edizione home video nei cataloghi di settore.
Lella fin da piccola, ho sempre seguito questo motto: "sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo". Credo che la sessualità e l’identità siano elementi soggettivi, tanto che qualsiasi regola non sarebbe mai quella perfetta. Nessuno di noi è solo una cosa e non esiste una definizione che possa andare bene sia per me che per te. A dire il vero, esiste un’etichetta in cui mi sento perfettamente a mio agio ed è proprio l’essere me stessa, perché è fatta su misura per me, racchiude tutto ciò che sono ed è pronta ad accogliere ciò che sarò.
Articoli correlati: