And Then Came Lola è una commedia del 2009 scritta, diretta e prodotta da Ellen Seidler e Megan Siler. Ambientata a San Francisco e apertamente ispirata a Lola corre (Run Lola Run) di Tom Tykwer, mette al centro Ashleigh Sumner nel ruolo della protagonista, Lola.
Trama
Lola è una fotografa pronta a fare sul serio con la nuova fidanzata Casey, interpretata da Jill Bennett. Le viene affidato un compito in apparenza semplice: consegnare alcune stampe decisive per un incontro di lavoro che Casey deve avere con Danielle (Cathy DeBuono), che è anche la sua ex. Lola esce di casa di corsa, e da lì parte una catena di incontri e ostacoli ad alta velocità che rischiano di tenerla lontana dalla meta. Diverse scene tornano più volte con esiti differenti, raccontate ogni volta con tecniche visive diverse che cambiano il ritmo e il tono della vicenda.
Produzione
La sceneggiatura è firmata da Megan Siler, mentre il soggetto porta la firma di entrambe le registe. La fotografia è curata da Jennifer Derbin e la produzione è della Fast Girl Films. Con i suoi 71 minuti, il film ha debuttato il 19 giugno 2009 al Frameline, il festival di cinema LGBT di San Francisco, per poi passare in oltre cento rassegne internazionali. Al Tampa International Gay and Lesbian Film Festival Cathy DeBuono ha vinto il premio come miglior attrice non protagonista.
Perché è un film a tematica lesbica
Tutte le figure al centro del racconto sono donne, e il motore della storia è il legame fra Lola e Casey, con l’ombra della ex Danielle a complicare le cose. La San Francisco queer fa da cornice a una commedia leggera e sentimentale sull’amore fra donne, lontana dai toni drammatici e vicina invece al gusto del gioco cinematografico. Per chi cerca storie indipendenti a tematica lesbica, il film si accompagna bene a Appropriate Behaviour, Almost Adults e First Girl I Loved, mentre la vena brillante e romantica richiama I Can’t Think Straight, Chutney Popcorn ed Elena Undone.
Dove vederlo
Il film è reperibile in DVD (audio originale in inglese) su Amazon.
Lella fin da piccola, ho sempre seguito questo motto: "sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo". Credo che la sessualità e l’identità siano elementi soggettivi, tanto che qualsiasi regola non sarebbe mai quella perfetta. Nessuno di noi è solo una cosa e non esiste una definizione che possa andare bene sia per me che per te. A dire il vero, esiste un’etichetta in cui mi sento perfettamente a mio agio ed è proprio l’essere me stessa, perché è fatta su misura per me, racchiude tutto ciò che sono ed è pronta ad accogliere ciò che sarò.
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