Mosquita y Mari è un film di formazione statunitense del 2012 scritto e diretto da Aurora Guerrero, presentato al Sundance Film Festival. Racconta il legame fra Yolanda Olveros (Fenessa Pineda), soprannominata Mosquita, e Mari Rodríguez (Venecia Troncoso), due quindicenni di origine messicana che crescono nel quartiere operaio di Huntington Park, a Los Angeles.
Trama
Yolanda è figlia unica, protetta dai genitori e concentrata sul futuro scolastico che la famiglia sogna per lei. Mari, arrivata da poco come nuova vicina di casa, porta il peso della sorella minore e della madre dopo la morte del padre. Le due ragazze partono da mondi distanti, ma un episodio a scuola le avvicina: Mari rischia l’espulsione per aver difeso Yolanda. Nasce un’amicizia che diventa presto più intricata, quando fra loro affiora un momento di intimità che nessuna delle due sa nominare. La difficoltà di dare parola a ciò che provano genera silenzi, gelosie non dette e allontanamenti.
Produzione
Il progetto nacque come una serie di racconti scritti da Aurora Guerrero alla scuola di cinema, poi rielaborati in un unico lungometraggio nell’arco di sette anni. Il film ebbe un budget di 80.000 dollari, raccolti interamente su Kickstarter. La regista collaborò con l’organizzazione Communities for a Better Environment perché la produzione fosse utile a Huntington Park, il quartiere dove è ambientata e girata: un programma di mentorship coinvolse i ragazzi del posto, molti dei quali interpretano i personaggi adolescenti. La fotografia è di Magela Crosignani, le musiche del compositore Ryan Beveridge, scelte fra artisti latini emergenti per evitare i cliché sonori del cinema statunitense sui personaggi latinos.
Perché è un film a tematica lesbica
Il racconto ruota attorno alla prima forma d’amore fra due ragazze che non arrivano a definirla. Guerrero ha spiegato di aver voluto rappresentare quel desiderio queer vissuto nell’adolescenza, spesso privo di parole e di etichette, ispirandosi a un’amicizia della propria giovinezza. I molti silenzi e i gesti mancati raccontano l’assenza di strumenti per interrogare l’ordine eteronormativo che circonda le protagoniste. Il film si colloca accanto ad altre storie di formazione lesbica in contesti sociali difficili, come Rafiki, Pariah e Carmen & Lola, e condivide con Ritratto della giovane in fiamme l’attenzione allo sguardo e al desiderio trattenuto. Un amore adolescenziale fra ragazze percorre anche il videoclip diventato film Girls Like Girls di Hayley Kiyoko.
Dove vederlo
Mosquita y Mari ha ottenuto un ampio consenso critico (90% su Rotten Tomatoes) e premi in festival come Outfest e il Torino GLBT Film Festival. In Italia la reperibilità è legata soprattutto a rassegne e piattaforme dedicate al cinema indipendente e LGBTQ+: conviene verificarne la disponibilità di volta in volta.
Lella fin da piccola, ho sempre seguito questo motto: "sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo". Credo che la sessualità e l’identità siano elementi soggettivi, tanto che qualsiasi regola non sarebbe mai quella perfetta. Nessuno di noi è solo una cosa e non esiste una definizione che possa andare bene sia per me che per te. A dire il vero, esiste un’etichetta in cui mi sento perfettamente a mio agio ed è proprio l’essere me stessa, perché è fatta su misura per me, racchiude tutto ciò che sono ed è pronta ad accogliere ciò che sarò.
Articoli correlati: