I, You, He, She (titolo originale francese Je, tu, il, elle) è un film del 1974 prodotto, scritto e diretto da Chantal Akerman, che ne è anche la protagonista. Cofirmato alla sceneggiatura con Eric de Kuyper e Paul Paquay, il film segue Julie, una giovane donna chiusa in casa dopo la fine di una storia d’amore. Accanto ad Akerman recitano Niels Arestrup, nei panni di un camionista incontrato per strada, e Claire Wauthion, nel ruolo dell’ex compagna.
Trama
Il film si divide in tre movimenti. Nella prima parte Julie resta sola nella sua stanza, sposta i mobili, scrive e riscrive una lettera, mangia zucchero da un sacchetto di carta e passa i giorni distesa, quasi immobile, mentre la voce fuori campo commenta il tempo che si dilata. Nella seconda parte esce ed è raccolta in autostop da un giovane camionista: si fermano in un ristorante, in un bar, in una toilette, e l’uomo racconta a lungo la propria vita familiare. Nella terza parte Julie raggiunge la donna che ha amato. L’ex compagna le prepara qualcosa da mangiare e da bere, prova a rimandarla via, poi le due trascorrono insieme la notte. All’alba Julie se ne va.
Produzione
Girato in bianco e nero e prodotto dalla belga Paradise Films, il film fu fotografato da Bénédicte Delesalle, Renelde Dupont e Charlotte Szlovak e montato da Luc Fréché e Geneviève Luciani. Presentato in Belgio il 19 novembre 1974 e in Francia nel 1976, dura 86 minuti. Accolto all’inizio con giudizi discordi per il ritmo lento e per una scena di sesso lesbico allora inedita nel cinema d’autore, negli anni è stato rivalutato come uno dei titoli fondativi della filmografia di Akerman e un esempio precoce di slow cinema. Nel 2016 è stato riproposto alla Berlinale per i trent’anni dei Teddy Awards.
Perché è un film a tematica lesbica
Il desiderio di Julie per un’altra donna attraversa tutto il film e ne è il punto di arrivo: il ritorno dall’ex compagna e la lunga scena d’amore che chiude il racconto sono stati indicati dalla critica tra le prime rappresentazioni esplicite di sessualità lesbica in un lungometraggio distribuito. La studiosa di cinema femminista e queer B. Ruby Rich ha descritto il film come una possibile chiave di lettura della sessualità femminile. Per la sua ricerca sul corpo e sullo sguardo, Je, tu, il, elle dialoga con altri ritratti d’autore dell’amore tra donne, come Ritratto della giovane in fiamme, Below Her Mouth, Benedetta e Mademoiselle.
Dove vederlo
In Italia e in Francia Je, tu, il, elle circola soprattutto all’interno di cofanetti dedicati a Chantal Akerman e nelle retrospettive dei cineclub; al momento non risulta un’edizione singola con acquisto diretto. Alcune cineteche lo programmano nelle rassegne sull’autrice.
Lella fin da piccola, ho sempre seguito questo motto: "sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo". Credo che la sessualità e l’identità siano elementi soggettivi, tanto che qualsiasi regola non sarebbe mai quella perfetta. Nessuno di noi è solo una cosa e non esiste una definizione che possa andare bene sia per me che per te. A dire il vero, esiste un’etichetta in cui mi sento perfettamente a mio agio ed è proprio l’essere me stessa, perché è fatta su misura per me, racchiude tutto ciò che sono ed è pronta ad accogliere ciò che sarò.
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