When Night Is Falling è un film canadese del 1995, scritto e diretto da Patricia Rozema e presentato al Festival internazionale del cinema di Berlino di quello stesso anno. Pascale Bussières interpreta Camille Baker, docente di letteratura in un college cristiano, e Rachael Crawford è Petra Soft, artista di un piccolo circo itinerante. Accanto a loro Henry Czerny veste i panni di Martin, collega e compagno di Camille, David Fox quelli del reverendo DeBoer, mentre Don McKellar e Tracy Wright completano il gruppo del tendone. Novantaquattro minuti, lingua originale inglese.
Trama
Camille conduce una vita ordinata dentro i confini del college dove insegna: le lezioni di letteratura, la relazione di lunga data con Martin, la prospettiva che entrambi succedano al cappellano dell’università. L’equilibrio si incrina quando il suo cane scappa e lei lo ritrova morto in mezzo alla strada. In una lavanderia a gettoni, seduta fra le macchine in funzione, scoppia a piangere; una sconosciuta le si avvicina e la consola. È Petra, e le due donne, senza accorgersene, si scambiano i sacchi del bucato.
Tornata a casa, Camille trova un biglietto da visita infilato fra la biancheria. Va a restituire gli indumenti e scopre che Petra lavora in un circo, in una roulotte ingombra di stoffe, specchi e bauli. Petra le dice, senza giri di parole, che le piacerebbe andare a letto con lei. Camille afferra i propri vestiti e se ne va. Qualche giorno dopo una freccia si pianta oltre la finestra del suo studio, con appuntate una fotografia e un numero di telefono. Camille la fa entrare, la bacia e poi scappa di nuovo.
Intanto al college la promozione si avvicina, e il cappellano lascia intendere che il passaggio richieda un matrimonio. Durante il colloquio Camille si rifiuta di definire peccato l’omosessualità, e alla domanda su come consiglierebbe uno studente attratto da un altro ragazzo non trova risposta. Martin attribuisce quell’irrigidimento all’imminenza delle nozze e la stringe a sé davanti all’ingresso, sotto gli occhi di Petra, che aspettava fuori.
Camille raggiunge il circo per chiedere a Petra di smettere di seguirla e finisce per proporle un’amicizia. Petra la porta in volo con il deltaplano, insistendo perché si decida prima che la notte cali sulla collina; nell’atterraggio Camille si procura una distorsione al ginocchio. Il massaggio che segue, nella roulotte, prende un’altra direzione, e a interromperlo arriva il cappellano in visita. Camille presenta Petra come una ragazza di strada in difficoltà; Petra se ne va senza salutare. Da lì il film porta i tre personaggi verso il confronto aperto, che Rozema tiene per l’ultima parte insieme alla decisione di Camille.
Produzione
Il film è una produzione canadese di Barbara Tranter per Alliance Communications e Crucial Pictures, distribuita da October Films. La fotografia è di Douglas Koch, il montaggio di Susan Shipton, le musiche di Lesley Barber. L’uscita canadese è del 5 maggio 1995, su quattro sale, con un incasso di 32.835 dollari nel primo fine settimana.
L’arrivo nelle sale fu accompagnato da una discussione pubblica sul materiale promozionale: il quotidiano The Globe and Mail ritirò l’inserzione che mostrava due donne a un passo dal bacio. Negli Stati Uniti la MPAA assegnò al film la classificazione NC-17; la produzione presentò appello, per lo stigma commerciale legato a quella sigla e per le limitazioni che comportava sulla distribuzione e sulle vendite, ma il ricorso venne respinto e il film uscì privo di classificazione. In home video circolarono due versioni, quella integrale senza visto e un montaggio ridotto con classificazione R.
Perché è un film a tematica lesbica
Il centro del racconto è il desiderio di Camille per Petra e il modo in cui quel desiderio si scontra con l’istituzione che le ha dato ruolo, stipendio e riconoscimento. Rozema costruisce il conflitto su due spazi fisici contrapposti: le aule e i corridoi del college cristiano da una parte, il tendone e la roulotte dall’altra, dove i corpi si muovono senza sorveglianza. La stessa dinamica fra fede e vita amorosa attraversa altri titoli del cinema saffico, in cui il legame nasce dentro una comunità religiosa, e ritorna nel collegio cattolico di una storia d’amore fra insegnante e allieva.
Il film insiste inoltre sul prezzo professionale della visibilità: il colloquio con il cappellano funziona da esame di ortodossia, e la carriera di Camille dipende da una risposta che lei si rifiuta di dare. È un meccanismo che il cinema ha ripreso più volte, per esempio nel ritratto di un’insegnante costretta a nascondersi nell’Inghilterra dei tardi anni Ottanta. La coppia protagonista è inoltre interrazziale, elemento raro nel cinema lesbico degli anni Novanta; il Canada avrebbe dato di lì a poco un altro titolo di riferimento, una commedia queer ambientata a Vancouver.
La critica accolse l’opera in modo diseguale: Siskel ed Ebert la bocciarono entrambi e Rotten Tomatoes registra un indice di gradimento del 53% su diciassette recensioni. La stampa lesbica la trattò invece da punto fermo: AfterEllen la indicò come visione necessaria e nel 2010 la rivista Curve la collocò al terzo posto in una lista di sei titoli saffici da riscoprire. Quella distanza di giudizio accompagna altre storie in cui il desiderio arriva dentro un legame già costituito, per esempio quella di due donne sposate nella campagna dell’Ottocento, oppure in cui la famiglia e la religione pesano sulla scelta, come accade in una storia d’amore fra due donne di origine mediorientale.
Dove vederlo
L’edizione in commercio è un DVD europeo con audio originale inglese e sottotitoli francesi e olandesi, reperibile sulla scheda del film su Amazon. Il titolo circola anche nelle rassegne di cinema queer e nelle retrospettive dedicate a Patricia Rozema.
Lella fin da piccola, ho sempre seguito questo motto: "sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo". Credo che la sessualità e l’identità siano elementi soggettivi, tanto che qualsiasi regola non sarebbe mai quella perfetta. Nessuno di noi è solo una cosa e non esiste una definizione che possa andare bene sia per me che per te. A dire il vero, esiste un’etichetta in cui mi sento perfettamente a mio agio ed è proprio l’essere me stessa, perché è fatta su misura per me, racchiude tutto ciò che sono ed è pronta ad accogliere ciò che sarò.
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