Nel panorama del cinema che ha raccontato l’amore fra donne, Ragazze in uniforme (titolo originale Mädchen in Uniform) occupa un posto d’onore, trattandosi del film del 1931 che viene indicato con grande frequenza come la prima pellicola apertamente a tema lesbico della storia. Diretto da Leontine Sagan sotto la supervisione di Carl Froelich e tratto dal dramma teatrale Gestern und Heute (Ieri e oggi) di Christa Winsloe, porta sullo schermo la vicenda di una collegiale che si innamora della propria insegnante, e lo fa con una delicatezza e una lucidità che, a quasi un secolo di distanza, continuano a colpire chi lo incontra per la prima volta. La curiosità che merita di essere segnalata subito, e che dà la misura dell’operazione, è che il film venne scritto, diretto e interpretato interamente da donne, cosa piuttosto rara nella Germania di quegli anni.
Trama
Siamo a Potsdam, nei primi anni Trenta, dentro un collegio femminile dove la disciplina è di stampo militaresco e le allieve, figlie di famiglie dell’aristocrazia prussiana ormai in declino, vengono cresciute a suon di regole, digiuni e obbedienza. In questo ambiente monastico arriva Manuela von Meinhardis (Hertha Thiele), ragazza introversa e priva di madre, spaesata di fronte al rigore della direttrice, la severa signorina von Nordeck zur Nidden (Emilia Unda). L’unica figura che tratta le collegiali con dolcezza è l’insegnante von Bernburg (Dorothea Wieck), che ogni sera passa di letto in letto per dare a ciascuna un bacio della buonanotte. Manuela, poco alla volta, resta conquistata da quella gentilezza inattesa e finisce per innamorarsene apertamente, con l’ardore assoluto della prima volta. Durante la recita annuale della scuola, in cui la ragazza interpreta un ruolo maschile, un bicchiere di troppo le scioglie la lingua e davanti a tutte le presenti dichiara ad alta voce la propria passione per la giovane insegnante. Ne nasce uno scandalo che la direttrice si affretta a soffocare con i suoi metodi prussiani, isolando la ragazza e trattandola alla stregua di un contagio da arginare, mentre fra le compagne cova una solidarietà silenziosa che le educatrici non riescono del tutto a spegnere.
Produzione
Prodotto dalla Deutsche Film-Gemeinschaft di Carl Froelich e Friedrich Pflughaupt, il film venne girato a Potsdam, nel Brandeburgo, e affidato in regia a Leontine Sagan, attrice e regista teatrale austriaca qui al suo esordio dietro la macchina da presa. La sceneggiatura porta la firma di Christa Winsloe, autrice del dramma di partenza, con l’adattamento di Friedrich Dammann accreditato sotto lo pseudonimo di F.D. Andam. La direzione della fotografia fu affidata a Reimar Kuntze e Franz Weihmayr, che cesellarono in un rigoroso bianco e nero i lunghi corridoi e le scalinate dell’istituto, mentre le musiche vennero composte da Hansom Milde-Meißner e la scenografia venne curata da Fritz Maurischat e Friedrich Winkler-Tannenberg. Fra le allieve compare, in un piccolo ruolo, anche Erika Mann, figlia di Thomas Mann e futura voce dell’antifascismo tedesco in esilio. Il film uscì in Germania il 27 novembre 1931, distribuito dalla Bild und Ton, e l’anno successivo approdò negli Stati Uniti, dove venne però pesantemente censurato; arrivò persino in Italia, superando in qualche modo le maglie della censura fascista, circostanza documentata dalle lettere che il francesista Gian Antonio Manzi indirizzò a Carlo Bo. Alla prima edizione della Mostra del cinema di Venezia, nel 1932, ottenne un riconoscimento non ufficiale per la miglior perfezione tecnica, e il National Board of Review statunitense lo inserì fra i migliori film stranieri dell’anno; il critico Siegfried Kracauer, nel suo studio sul cinema tedesco, gli avrebbe dedicato pagine attente. Nell’edizione italiana la voce di Manuela venne affidata al doppiaggio di Andreina Pagnani. Dopo questa prova Leontine Sagan lasciò la Germania e diresse in Gran Bretagna, nel 1932, Uomini di domani, ritratto della gioventù di Oxford che lo stesso Kracauer avrebbe giudicato una pallida eco di questo lavoro. Una copia in DVD è stata pubblicata in Germania nel 2008.
Perché è un film a tematica lesbica
Il nucleo della vicenda è il sentimento amoroso che lega Manuela alla signorina von Bernburg, un desiderio femminile portato sullo schermo senza gli infingimenti e le allusioni prudenti che di lì a poco sarebbero diventati la regola nel cinema di mezzo mondo, ed è proprio per questo che Ragazze in uniforme viene ricordato come uno dei primissimi film a mettere al centro, in modo dichiarato, l’amore tra due donne. La sua importanza va ben oltre il valore documentario, perché il regime che si stava affacciando alla porta avrebbe di lì a poco messo al bando ogni rappresentazione del genere, tanto che la pellicola sarebbe stata sottoposta a restrizioni nella stessa Germania nazista. C’è poi una lettura politica che gli studiosi hanno sottolineato a lungo, e cioè il modo in cui il rigido collegio prussiano, con la sua direttrice austera e le sue regole cieche, diventa il ritratto anticipato di un sistema autoritario che soffoca gli affetti e mortifica gli individui: l’amore di Manuela, in questa chiave, si legge come una piccola ribellione tenera contro la disciplina che vorrebbe cancellarlo. La delicatezza dei gesti di von Bernburg, i baci della buonanotte, gli sguardi trattenuti nei corridoi costruiscono un erotismo sommesso che il pubblico di allora seppe cogliere benissimo, e che spiega perché ancora oggi le studiose di cinema lo pongano alla radice di tutta una tradizione. Chi ama questo filone ritrova temi affini in altre storie di amori nati dentro istituzioni chiuse e ostili, dalla vicenda di maestra e allieva raccontata in Loving Annabelle alla repressione sociale di Circumstance, fino allo sguardo femminile sul desiderio nei ritratti d’epoca come Ammonite, Ritratto della giovane in fiamme o la regale The Girl King, e negli affetti adolescenziali che sbocciano lontano dagli sguardi adulti in Mosquita y Mari.
Dove vederlo
Trattandosi di un titolo del 1931, Ragazze in uniforme non è semplice da reperire nelle normali piattaforme di streaming italiane, e la strada più sicura per chi voglia recuperarlo resta l’edizione in DVD. Una copia dell’edizione tedesca, in lingua originale con audio in tedesco, è disponibile su Amazon: Mädchen in Uniform, edizione Zweitausendeins in DVD. Per chi mastica un po’ di tedesco, o non teme i sottotitoli, è un piccolo pezzo di storia del cinema da tenere in libreria accanto ai classici del muto e dei primi anni del sonoro.
Lella fin da piccola, ho sempre seguito questo motto: "sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo". Credo che la sessualità e l’identità siano elementi soggettivi, tanto che qualsiasi regola non sarebbe mai quella perfetta. Nessuno di noi è solo una cosa e non esiste una definizione che possa andare bene sia per me che per te. A dire il vero, esiste un’etichetta in cui mi sento perfettamente a mio agio ed è proprio l’essere me stessa, perché è fatta su misura per me, racchiude tutto ciò che sono ed è pronta ad accogliere ciò che sarò.
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