Il romanzo
La ragazza dello Sputnik (titolo originale Supūtoniku no koibito) è un romanzo di Haruki Murakami uscito in Giappone nel 1999 e arrivato in Italia nel 2001 per Einaudi, nella traduzione di Giorgio Amitrano.
Trama
La storia viene raccontata da un giovane senza nome, prima studente, poi maestro elementare. È
innamorato di una sua coetanea,
Sumire, una ragazza con il mito di
Kerouac e della generazione beat.
Sumire però non lo ricambia: lo accetta come
amico e confidente, ma niente sesso. Lei è invece innamorata di un’altra donna:
Myu, una bellissima imprenditrice quarantenne di origine coreana. Solo che anche Myu, pur attratta da Sumire, non vuole concretizzare in amore il loro sentimento. Non vuole o non può: c’è
qualcosa di misterioso nel suo passato che le impedisce di amare, che la separa dal mondo. E così i destini dei tre protagonisti si inseguono senza mai congiungersi, vagano nello spazio e nel tempo come un
satellite alla deriva.
Da dove viene il titolo
Il nome nasce da un equivoco: parlando di Kerouac e della generazione beat, Myu confonde la parola “beatnik” con “Sputnik”, il satellite sovietico. Da quella svista Murakami ricava l’immagine portante del libro: gli esseri umani come satelliti solitari, lanciati nello spazio, che si sfiorano per un istante e poi proseguono ciascuno la propria orbita.
Una scomparsa greca
Su un’isola del Mar Egeo, vicino a Rodi, Sumire svanisce nel nulla. Il narratore la raggiunge e, leggendo i file lasciati sul suo computer, scopre i sogni recenti dell’amica e un episodio lontano della vita di Myu: una notte trascorsa per caso, da giovane, dentro la cabina di una ruota panoramica in Svizzera, durante la quale con un binocolo aveva visto il proprio doppio. Da quel momento qualcosa in lei si era incrinato.
Amore e solitudine
Pur restando una lettura piana e scorrevole, La ragazza dello Sputnik intreccia i temi cari a Murakami: il desiderio che non trova risposta, la solitudine e la soglia sottile tra il mondo reale e una dimensione parallela. Al centro c’è l’amore di Sumire per un’altra donna, un sentimento totale che la isola dal resto e che avvicina il romanzo ad alcuni classici della letteratura saffica.
Lella fin da piccola, ho sempre seguito questo motto: "sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo". Credo che la sessualità e l’identità siano elementi soggettivi, tanto che qualsiasi regola non sarebbe mai quella perfetta. Nessuno di noi è solo una cosa e non esiste una definizione che possa andare bene sia per me che per te. A dire il vero, esiste un’etichetta in cui mi sento perfettamente a mio agio ed è proprio l’essere me stessa, perché è fatta su misura per me, racchiude tutto ciò che sono ed è pronta ad accogliere ciò che sarò.
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