Attentato al Pride di Berlino: un furgone sulla folla del CSD, una vittima e 29 feriti

Le utime dal diario

La lella
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Lella fin da piccola, ho sempre seguito questo motto: "sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo". Credo che la sessualità e l’identità siano elementi soggettivi, tanto che qualsiasi regola non sarebbe mai quella perfetta. Nessuno di noi è solo una cosa e non esiste una definizione che possa andare bene sia per me che per te. A dire il vero, esiste un’etichetta in cui mi sento perfettamente a mio agio ed è proprio l’essere me stessa, perché è fatta su misura per me, racchiude tutto ciò che sono ed è pronta ad accogliere ciò che sarò.

La notte tra sabato 25 e domenica 26 luglio 2026 il Christopher Street Day di Berlino, una delle manifestazioni arcobaleno più partecipate d’Europa, si è chiuso con una strage. Intorno alle 22, un furgone bianco Citroën ha invaso il parco del Tiergarten, nel cuore della capitale tedesca, travolgendo i partecipanti e schiantandosi contro un albero a poche centinaia di metri dal palco principale, allestito vicino alla Porta di Brandeburgo. Il bilancio, confermato dalle autorità tedesche, è di una donna morta e ventinove feriti, alcuni in condizioni gravi.

Secondo i vigili del fuoco di Berlino, tra i feriti tre versavano in pericolo di vita, otto erano in condizioni serie e cinque avevano riportato lesioni lievi. La vittima, una donna, al momento non è stata identificata pubblicamente. Diverse persone hanno riportato ferite da taglio, un elemento che ha spinto gli investigatori a valutare la presenza di più aggressori.

Fino a poco prima, la giornata era trascorsa in modo pacifico. Per ore decine di migliaia di persone avevano sfilato tra carri, musica dal vivo e bandiere arcobaleno davanti alla Porta di Brandeburgo, in una delle edizioni più partecipate del corteo berlinese. «È un giorno buio per la comunità», ha raccontato Julian Miethig, uno dei presenti, che stava raggiungendo un afterparty quando ha saputo di quanto era accaduto lungo il percorso.

La caccia all’uomo e l’uccisione del sospettato

Poco dopo l’impatto il conducente è sceso dal mezzo e, stando ai testimoni citati dalla stampa tedesca, ha aggredito i passanti con un’arma da taglio prima di fuggire a piedi. Ne è seguita una caccia all’uomo estesa a tutto il Paese, con controlli rafforzati a stazioni, aeroporti e valichi di confine. La polizia ha identificato il sospetto in Abdul Ballout, ventuno anni, cittadino tedesco di origini libanesi, e ha diramato un avviso di ricerca invitando la popolazione a non avvicinarlo perché considerato armato e pericoloso. All’alba di domenica gli investigatori avevano già perquisito un appartamento nel quartiere di Schöneberg, senza però trovarvi nessuno.

Nel pomeriggio di domenica gli agenti lo hanno rintracciato in un capanno da giardino nel quartiere di Spandau. Secondo la ricostruzione riferita dai media tedeschi, un’unità speciale ha aperto il fuoco dopo essere stata attaccata con una lama; Ballout è morto sul posto, nonostante i tentativi di rianimazione. Nella stessa giornata la polizia ha fermato tre persone per verificare la presenza di eventuali complici, poi ne ha rilasciate due.

Chi era il sospettato

Le autorità hanno descritto Ballout come una figura legata agli ambienti islamisti radicali di Berlino, già nota agli apparati di sicurezza e considerata simpatizzante dell’Isis. Il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt ha spiegato che il giovane era nato in Germania — la madre era stata naturalizzata nel 2002 — e che aveva alle spalle una precedente condanna a un anno e dieci mesi con la pena sospesa. Secondo le informazioni raccolte dagli inquirenti, in passato aveva tentato di raggiungere lo Stato Islamico. «Tutto ciò che vediamo indica un attentato terroristico di matrice islamista», ha dichiarato Dobrindt, che ha messo in guardia sul rischio di episodi analoghi in futuro.

Lo shock della città e la reazione politica

La giornata di domenica è trascorsa tra sgomento e commemorazioni. Davanti alla Porta di Brandeburgo sono comparsi mazzi di fiori, candele e biglietti, mentre nella Chiesa di Santa Maria si sono tenute preghiere per la vittima. Il cancelliere Friedrich Merz ha raggiunto il luogo dell’attacco insieme a tre ministri del suo governo e ha deposto una rosa bianca. «Non lasciamoci intimidire, siamo più forti», ha detto, definendo l’attacco un colpo alla libertà: «Questi atti hanno un unico scopo: dividere la nostra società e privarci della cosa più importante che abbiamo, la nostra apertura e la nostra libertà».

L’attentato arriva in un momento politico delicato. A due mesi dalle elezioni in Sassonia-Anhalt, dove l’estrema destra dell’AfD è data nei sondaggi oltre il quaranta per cento, il dibattito sull’immigrazione è tornato al centro della scena, con la richiesta di controlli più severi alle frontiere. Sul fronte internazionale sono arrivate numerose manifestazioni di solidarietà: la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni ha condannato «qualsiasi forma di odio ed estremismo», esprimendo vicinanza alla Germania e al popolo tedesco.

Una lunga scia di attacchi con veicoli

Quello di Berlino si inserisce in una serie di attacchi con veicoli che negli ultimi anni hanno segnato la Germania. Nel dicembre 2024 un’auto lanciata sul mercatino di Natale di Magdeburgo aveva provocato sei morti e centinaia di feriti; nel febbraio 2025 un’altra vettura era piombata su un corteo sindacale a Monaco, uccidendo una donna e la figlia di due anni; nel marzo 2025 due persone erano morte a Mannheim in circostanze simili. Le motivazioni accertate sono state diverse tra loro, e il ripetersi di questi episodi ha tenuto la sicurezza e l’estremismo al centro del confronto pubblico tedesco.

Il Christopher Street Day è il nome con cui in Germania e in altri Paesi di lingua tedesca si indicano le manifestazioni dell’orgoglio Lgbtq+. Il riferimento è alla Christopher Street di New York, teatro nel 1969 dei moti dello Stonewall Inn, considerati l’atto di nascita del movimento per i diritti delle persone omosessuali e transgender. Quella di Berlino è una delle edizioni più grandi d’Europa e ogni anno richiama centinaia di migliaia di partecipanti nel centro della capitale, tra il Tiergarten e la Porta di Brandeburgo.

Un attacco nel pieno della stagione dei Pride

La scelta del bersaglio, una parata arcobaleno, ha un peso simbolico preciso, perché colpisce una comunità nel momento in cui celebra la propria visibilità. L’episodio cade nel pieno della stagione europea dei cortei: proprio il 25 luglio si è aperto ad Amsterdam il WorldPride 2026, in calendario fino all’8 agosto, mentre nelle settimane precedenti erano sfilati il Budapest Pride, il Milano Pride e il Roma Pride. Nel 2027 sarà l’Italia a ospitare il corteo continentale, con l’EuroPride di Torino. Per la comunità Lgbtq+ europea l’attacco di Berlino diventa un banco di prova sul diritto a manifestare in sicurezza, e sulla capacità delle istituzioni di garantirlo.

Fonti: ANSA, CBS News/AP.

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