Uscito in Svezia nel luglio del 2011 con il titolo originale Kyss mig, e fatto circolare nei paesi anglofoni prima come Kiss Me e poi come With Every Heartbeat, questo film di Alexandra-Therese Keining mette una accanto all’altra due donne che una festa di famiglia costringe a conoscersi nel momento meno opportuno delle loro vite. La regista svedese firma anche la sceneggiatura, partendo da un soggetto scritto insieme a Josefine Tengblad, che nel film recita e ne cura pure la produzione. Al centro della storia ci sono Mia, promessa sposa e abituata a tenere ogni cosa in ordine dentro una cornice che si è costruita con cura, e Frida, che di quell’ordine si prende gioco con una leggerezza quasi impertinente, e che porta in casa un modo di stare al mondo del tutto diverso.
Trama
La vicenda si apre a Stoccolma, alla festa per i sessant’anni di Lasse, padre di Mia, interpretato da Krister Henriksson. In mezzo ai brindisi Mia annuncia il proprio fidanzamento con Tim, il compagno di sempre, cui presta il volto Joakim Nätterqvist; poco dopo è lo stesso Lasse a sorprendere gli invitati, chiedendo la mano della sua convivente Elisabeth, cui dà corpo Lena Endre. In una sola serata due coppie si promettono, e due famiglie fino a quel momento separate cominciano a intrecciarsi. Mia scopre che Elisabeth ha una figlia, Frida, e la osserva con una diffidenza cortese, quella di chi teme di dover fare spazio a un’estranea nel proprio disegno già stabilito.
La svolta arriva con un fine settimana sull’isola di Fyn, in Danimarca, dove Elisabeth trascina le due ragazze quasi per obbligo. Mia accetta senza troppo entusiasmo e si ritrova a dividere la stanza con Frida, costretta a una vicinanza che non aveva previsto. Durante quei giorni la corazza di Mia comincia a incrinarsi: la spontaneità di Frida, il suo modo di ridere e di dire le cose senza filtro, la incuriosiscono e la mettono a disagio nello stesso momento. Una notte, camminando nel bosco che circonda la casa, è Mia a fare il primo passo e a baciarla. Frida risponde senza esitare, e quello che sembrava un semplice avvicinamento diventa un desiderio che nessuna delle due si aspettava di provare.
Tornate a Stoccolma, però, la realtà si ripresenta con tutto il suo peso. Mia deve riprendere la vita accanto a Tim e i preparativi delle nozze ormai avviati, mentre Frida ha una compagna, Elin, interpretata dalla stessa Josefine Tengblad, con cui condivide una relazione stabile. Le due donne si trovano così a fare i conti con ciò che è accaduto sull’isola e con ciò che quel bacio ha smosso, sospese fra la promessa fatta agli altri e quella, molto più scomoda, che dovrebbero fare a se stesse. Il film segue Mia mentre prova a capire quanto della sua vita ordinata sia davvero sua, e quanto invece l’abbia solo ereditata dalle aspettative di chi le sta intorno.
Produzione
Prodotto dalla svedese Lebox Produktion AB, Kyss mig dura centotré minuti ed è girato interamente in svedese, con la fotografia curata da Ragna Jorming, che alterna i grigi urbani di Stoccolma alla luce più aperta del paesaggio danese durante il fine settimana sull’isola. Il montaggio porta la firma di Lars Gustafson e Malin Lindström, mentre le musiche sono arrangiate da Marc Collin, affiancate da brani di artisti scandinavi molto amati come José González e Robyn, che danno al film una tessitura sonora intima e contemporanea. In patria la distribuzione è affidata a Nordisk Film, mentre all’estero il titolo passa a Wolfe per il mercato nordamericano e a TLA per quello britannico e irlandese, dove circola sotto i due titoli alternativi.
Nella stagione dei festival il film raccoglie riconoscimenti che ne favoriscono la circolazione internazionale, a partire dal Breakthrough Award vinto all’AFI Fest del 2011, che lo segnala fra le opere rivelazione dell’anno. La critica svedese lo accoglie con favore misurato: sul quotidiano Göteborgs-Posten, il recensore Mats Johnson elogia le prove degli interpreti e il lavoro di Jorming dietro la macchina da presa, e lo definisce un film d’amore sensuale e bello, pur avanzando qualche riserva sulla parte finale. Buona parte del merito va alla coppia protagonista: Ruth Vega Fernandez costruisce una Mia trattenuta e attraversata da un conflitto costante, mentre Liv Mjönes dà a Frida una vitalità che tiene insieme ironia e fragilità, e il loro rapporto sullo schermo regge l’intero peso del racconto.
Perché è un film a tematica lesbica
Il cuore della storia è l’amore che nasce fra Mia e Frida, due donne adulte che si scoprono attratte l’una dall’altra quando ciascuna ha già una vita apparecchiata e un compagno accanto. Il film mette in scena la loro relazione come un sentimento pieno e adulto, con il desiderio fisico, il timore delle conseguenze e la gioia dello stare insieme che convivono nelle stesse giornate, senza mai ridurre il legame a un caso da spiegare o da giustificare. Il fatto che le due diventino, per via del fidanzamento dei rispettivi genitori, quasi sorelle acquisite, aggiunge alla vicenda una tensione domestica particolare, perché l’amore che le lega finisce per rimescolare gli equilibri di due famiglie intere.
C’è poi il tema della verità detta a se stessi: Mia proviene da una vita eterosessuale che sembrava definita una volta per tutte, e la relazione con Frida la obbliga a chiedersi se quella vita fosse una scelta o un’abitudine mai messa in discussione. È una traiettoria che il cinema lesbico ha raccontato spesso, e che qui trova una versione scandinava misurata, senza toni gridati. Chi ama questo tipo di storie ritrova motivi affini in altre pellicole già presenti su queste pagine, come I Can’t Think Straight, dove pure una donna promessa a un uomo si ritrova a scegliere un’altra donna, o come il brasiliano Reaching for the Moon e il francese Bye Bye Blondie, entrambi costruiti attorno a un legame femminile intenso e ostacolato dalle circostanze.
La regia di Keining insiste sui primi piani e sui gesti minuti, sulle mani che si sfiorano e sugli sguardi che durano un attimo di troppo, e lascia che sia il corpo a raccontare ciò che le parole tacciono. Il desiderio femminile viene mostrato con naturalezza, senza l’ansia di renderlo spettacolare, e questo avvicina Kyss mig ad altri titoli europei di scoperta e di attrazione proibita come Circumstance, Loving Annabelle e la vicenda di autoscoperta raccontata in Margarita with a Straw. Il risultato è un racconto di sentimenti adulti, dove il coraggio sta tutto nella decisione, lenta e sofferta, di smettere di mentire a se stessi.
Dove vederlo
Il film è reperibile in DVD nell’edizione britannica, con audio originale svedese e sottotitoli in inglese, priva della traccia italiana: si trova su Kiss Me in DVD su Amazon, utile a chi cerca la copia fisica per la propria collezione di cinema lesbico. Data la disponibilità limitata delle copie, vale la pena verificare edizione e sottotitoli prima dell’acquisto. Per la visione in streaming la reperibilità cambia a seconda del periodo e della piattaforma, quindi conviene controllare i cataloghi dei servizi attivi nel proprio paese.
Lella fin da piccola, ho sempre seguito questo motto: "sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo". Credo che la sessualità e l’identità siano elementi soggettivi, tanto che qualsiasi regola non sarebbe mai quella perfetta. Nessuno di noi è solo una cosa e non esiste una definizione che possa andare bene sia per me che per te. A dire il vero, esiste un’etichetta in cui mi sento perfettamente a mio agio ed è proprio l’essere me stessa, perché è fatta su misura per me, racchiude tutto ciò che sono ed è pronta ad accogliere ciò che sarò.
Articoli correlati: