La terza stagione di Silo è arrivata su Apple TV+ il 3 luglio 2026, e con lei è tornata una delle figure più riservate del bunker sotterraneo, l’ingegnera Martha Walker interpretata da Harriet Walter. Questa volta il personaggio esce dai margini della sala macchine per prendersi uno spazio più ampio, e insieme a lei riemerge la relazione che ne ha segnato la vita: quella con Carla McLain, la responsabile dei Rifornimenti a cui presta il volto Clare Perkins. La stagione, la penultima della saga, procede con un episodio a settimana fino al finale previsto per il 4 settembre, per un totale di dieci puntate.
Prodotta da Apple Studios e AMC Studios, Silo è l’adattamento della trilogia distopica di Hugh Howey composta da Wool, Shift e Dust, portata sullo schermo dallo showrunner Graham Yost e trasmessa dal 2023. La serie racconta gli ultimi diecimila esseri umani rimasti, chiusi in un silo di centoquarantaquattro piani scavato nel sottosuolo, convinti che l’aria esterna sia letale e governati da regole che nessuno può mettere in discussione. Al centro della vicenda resta Juliette Nichols, l’ingegnera ribelle interpretata da Rebecca Ferguson, mentre la stagione allarga lo sguardo su un doppio piano temporale: il presente di Silo 18, che si rialza dopo la rivolta, e le epoche precedenti, tre secoli prima, dove la giornalista Helen Drew (Jessica Henwick) e il deputato Daniel Keene (Ashley Zukerman) inseguono la cospirazione che ha portato alla fine del mondo.
La sinossi ufficiale della stagione conferma il doppio binario del racconto: nel presente Juliette Nichols sopravvive alla “pulizia” forzata a cui era stata condannata, ma torna nel silo con la memoria compromessa, incapace di ricordare gli amici e il segreto scoperto nel Silo 17, mentre la comunità si rialza dalla rivolta e affronta un nuovo pericolo. Nelle epoche precedenti, invece, Helen Drew e Daniel Keene ricostruiscono la catena di eventi che condusse alla catastrofe. In questo intreccio la figura di Walker acquista rilievo, perché se il silo deve ricostruirsi dopo la ribellione le competenze tecniche dell’ingegnera e il controllo di Carla sui rifornimenti diventano risorse decisive per la sopravvivenza della comunità.
Walker e Carla McLain, un amore diviso dal potere del silo
Nelle prime due stagioni Walker era rimasta quasi sempre nel suo laboratorio, una donna anziana e schiva che comunicava con il resto del silo soprattutto attraverso una radio artigianale. Le guide ai personaggi della terza stagione chiariscono l’origine di quella clausura: Walker e Carla McLain erano state sposate, e il loro divorzio venne imposto dal Giudiziario, l’autorità che nella gerarchia del bunker regola anche gli affetti e le convivenze. È quella separazione a rendere ragione della scelta dell’ingegnera di rinchiudersi nella propria officina, lontano dagli sguardi e dai corridoi affollati dei livelli superiori.
Il ritratto che ne esce ha un valore particolare per la rappresentazione lesbica in televisione, perché mette al centro due donne mature, legate da una storia lunga e già segnata dalla perdita. Carla, a capo dei Rifornimenti, controlla risorse decisive per gli equilibri politici del silo, e la sua presenza restituisce a Walker un passato affettivo pieno di crepe, mentre l’ingegnera porta addosso il peso di un legame interrotto per decreto. La loro vicenda è quella di un rapporto adulto, che il sistema ha smontato pezzo per pezzo, con la concretezza di due esistenze intrecciate da molto tempo.
In un panorama dove le storie lesbiche sullo schermo tendono ancora a concentrarsi su personaggi giovani e sul momento del coming out, la scelta di dedicare spazio a una coppia di donne anziane divise dal potere sposta l’attenzione verso temi meno frequentati, come la memoria, il rimpianto e il controllo delle istituzioni sulla vita privata.
La fantascienza e le sue eroine queer
La distopia televisiva ha spesso offerto terreno fertile alle protagoniste queer, dai risvolti sentimentali di The 100 fino al gioco di specchi tra spia e assassina di Killing Eve. Silo si inserisce in questo filone con un tono più sommesso e adulto, e conferma quanto la fantascienza sappia usare mondi immaginari per parlare di diritti negati nel presente. Chi segue l’evoluzione dei ruoli lesbici nelle serie tv contemporanee troverà nella parabola di Walker un tassello prezioso, attento al tempo che passa sui corpi e sui sentimenti.
Il motivo dell’amore spezzato da un’autorità superiore avvicina inoltre Silo a certe storie in costume, come quella di Gentleman Jack, dove le convenzioni sociali dell’Ottocento ostacolano il legame tra Anne Lister e Ann Walker. Cambia l’ambientazione, ma il meccanismo è lo stesso: un potere esterno che pretende di decidere chi possa amare chi. E mentre la televisione contemporanea continua ad ampliare la propria offerta queer, con reboot attesi come The L Word: New York, il caso di Walker ricorda che la rappresentazione può crescere anche in profondità, dando voce a generazioni e a stagioni della vita spesso trascurate.
Accanto alla vicenda del silo, la terza stagione dedica ampio spazio alle epoche precedenti, la linea temporale ambientata tre secoli prima della storia principale, quando la costruzione dei silo prende forma. In questo blocco narrativo entrano in scena volti nuovi, dal magnate interpretato da Colin Hanks, che riassume la filosofia cupa della saga descrivendo la fine del mondo come una condizione a cui si può soltanto sopravvivere, fino alle figure di Helen Drew e Daniel Keene, i cui passi conducono verso la catastrofe. È un impianto che lega il presente chiuso e soffocante di Silo 18 alle radici lontane del disastro, e che assegna a ogni personaggio, Walker compresa, un posto preciso nel racconto delle origini.
Apple TV+ ha dato il via libera alla terza e alla quarta stagione già nel dicembre 2024, garantendo alla saga una conclusione compiuta, dato che Silo si chiuderà con la quarta annata. Nel frattempo la terza stagione accompagna il pubblico fino al 4 settembre, un venerdì dopo l’altro, tra i corridoi di Silo 18 e i frammenti di un mondo che sta per crollare. E in mezzo alle cospirazioni e ai misteri del bunker, la storia di Martha Walker e Carla McLain aggiunge alla saga una nota intima e dolente, quella di due donne a cui è stato impedito di invecchiare insieme.